Perché la vita professionale dell’insegnante di yoga non è un cammino da affrontare da soli

Il tutoring come nuovo strumento per gestire le questioni più complesse e delicate di questo mestiere


Tra le tante peculiarità che caratterizzano il percorso formativo e professionale all’interno di Somatic Competence Yoga c’è il tutoring: uno spazio individuale dedicato alla condivisione e al confronto con un professionista psicologo o con uno o più colleghi insegnanti di yoga.

Nel mondo anglosassone la figura del tutor/mentor nello yoga è già diffusa e permette ai docenti di allenarsi a gestire al meglio le situazioni più complesse, da quelle burocratiche-organizzative a quelle relazionali nel rapporto con allievi, ma anche colleghi e datori di lavoro.



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Allievi che non tornano a lezione, difficoltà di gestione nei pagamenti o nella gestione degli spazi e dei tempi nei centri yoga: sono tante e diverse le questioni che caratterizzano questa professione e non sempre è ottimale affrontarle da soli senza entrare nel merito delle questioni, perdendo l'occasione di comprendere e valutare su quali elementi sia possibile intervenire.


I tutoring, con cadenza mensile o concordati su necessità, permettono di gestire al meglio situazioni complesse, come quelle che possono verificarsi con allievi “impegnativi”, districandosi tra le complessità e trasformandole in opportunità di crescita per consolidare la propria figura professionale, diventando così uno spazio sicuro per i propri allievi.

Il contesto dei tutoring fornisce anche l’opportunità di confrontarsi con i colleghi sulla possibilità (e le criticità) di integrare nella pratica yoga esperienze diverse come ad esempio mindfulness, meditazione, esercizi di respirazione o racconti delle origini dello yoga. Questi sono solo alcuni esempi, ma non è semplice pensare a come portarli a lezione, come creare un percorso, come inserirlo nel viaggio già iniziato con gli allievi, e così via. L’esperienza del tutoring così si amplia, diventando uno spazio utile non solo per affrontare le difficoltà, ma anche per essere protagonisti nella costruzione delle proprie modalità di insegnamento.

Per un insegnante di yoga, essere un punto di riferimento è innanzitutto una responsabilità importante e imparare a conoscersi, saper osservare i propri limiti e le proprie debolezze, imparare a proteggere innanzitutto se stessi è il passo più importante per poter garantire e insegnare altrettanto ai propri allievi.

Il punto di vista non giudicante del tutor e dei colleghi permette di considerare punti di vista diversi e affinare le proprie strategie personali per affrontare al meglio situazioni di stress e tensione anche nella vita quotidiana. Lo spazio del tutoring viene guidato e contenuto dall’utilizzo di strumenti che permettono agli insegnanti di yoga, in questo caso nel ruolo di allievi, di analizzare in modo puntuale i propri stati somatici e affinare la competenza di sé. Portare alla parola ciò che si sente nel corpo permette di costruire un sapere che contribuisce non solo alla crescita professionale, ma anche a quella personale.


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