“Ascolta il tuo corpo”.. “In che senso..?”

Riflessioni trauma-informed sulla capacità di contattare le informazioni corporee


“Ascolta il tuo corpo”. Gli insegnanti di yoga lo dicono spesso durante le lezioni, per esempio a inizio e fine pratica, oppure dopo una particolare sequenza di posizioni, mudra o pranayama. Il messaggio può essere espresso in vari modi (“osserva cosa succede al tuo corpo”, “porta l’attenzione verso l’interno”, ecc) ma l’obiettivo è lo stesso: portare i praticanti a sintonizzarsi con il proprio corpo.

Ma cos'è che bisogna ascoltare esattamente? E soprattutto, siamo sicuri che tutti gli allievi siano in grado di farlo?


Per allievi traumatizzati, questo non è affatto scontato.

Nel nostro approccio trauma-informed ci interroghiamo continuamente sui vari elementi della lezione che rischiano di essere dati per scontati come, appunto, che un allievo sia effettivamente in grado di sentire cosa accade all'interno del proprio corpo, e distinguere le diverse sensazioni corporee.



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